Planimetria d’impianto storica

50,00 IVA inclusa

La planimetria d’impianto è la rappresentazione grafica di un immobile così come è raffigurata al suo primo accatastamento oppure nella situazione precedente all’ultima in atti catastali.

Verrà spedita la planimetria storica prelevata direttamente dall’archivio cartaceo dell’Agenzia delle Entrate – Territorio comprensiva di modello 1 e modello 5 del catasto se presenti. Gli ordini effettuati verranno evasi ogni lunedì e martedì della settimana ed il servizio è rivolto soltanto per immobili nel Comune di Roma o Provincia di RM.

 

Categoria: COD: PIM

Descrizione

Condizioni di questo servizio per richiedere la piantina storica

Attraverso questo ordine, riceverete la Planimetria d’impianto di fabbricato urbano di vostra proprietà. Se non si è proprietari verrà richiesta la compilazione di una delega con il vostro nome. Il prezzo di €50,00 indicato si riferisce ad un’unica piantina storica. Questa è identificata catastalmente da foglio, particella e subalterno.

Insieme alla planimetria d’impianto saranno forniti anche il modello 1 ed il modello 5 del catasto se esistenti.

La Planimetria è valida sotto tutti gli effetti legali, quindi per tutti gli atti notarili, per le richieste di mutuo o surroga e per la dimostrazione della sussistenza edilizia di un progetto al Comune.

(*) Qualora la planimetria storica non dovesse esserci al Catasto (per ragioni che esulano dall’efficienza della mia prestazione), la stessa verrà rimborsata al netto delle spese. L’importo rimborsato quindi sarà pari al pagamento effettuato meno 10,00 euro = € 40,00.

Cos’è la planimetria d’impianto?

La planimetria d’impianto è una piantina, riportata in opportuna scala, di un fabbricato di qualsivoglia genere, che comprenda la divisione del locali interni. In genere questo documento deve essere presentato al catasto al momento del primo accatastamento. Il termine “impianto” fa riferimento proprio al fatto che il deposito avviene al primo accatastamento.

Tale documento può essere richiesto al Catasto di Roma dal proprietario dell’immobile o da un delegato. Serve per dimostrare, come vedremo, la legittimità della preesistenza. Si tratta del documento che è possibile consultare per risalire alla piantina originaria del fabbricato. Esso non può essere in alcun modo modificato variando le caratteristiche della mappa in scala.

Solo in seguito a variazioni, quali ristrutturazione o cambiamenti della destinazione d’uso, verrà depositata una nuova planimetria catastale (che è del tutto differente da quella di impianto in termini di funzionalità) che vada ad indicare lo stato di fatto corrente. Quindi la planimetria impianto e la planimetria catastale attuale coincidono solo qualora, dal momento del primo accatastamento, l’edificio non subisca alcuna modifica.

Cosa sono il modello 1 ed il modello 5?

Prima dell’entrata in vigore del D.M. 701/94 i tecnici del catasto accertavano con un sopralluogo le unità immobiliari al fine di attribuire loro la giusta consistenza e categoria di destinazione d’uso. Questo accertamento veniva trascritto sul modello 5 del catasto. I tecnici esterni, per lo più geometri, eseguivano i rilievi delle U.I. e depositavano l’accatastamento con il modello 1 del catasto.

Il modello 1 è quindi l’accatastamento del geometra (dichiarazione di parte) ed il modello 5 è il controllo che eseguivano i tecnici del catasto. Insieme a questi modelli nella busta del catasto è presente anche la planimetria originaria ossia la prima planimetria accatastata. A volte si può trovare anche uno schizzo di planimetria fatto a mano se per esempio essa proviene da un accertamento del catasto in assenza dell’accatastamento del tecnico esterno.

 

Differenza tra piantina storica e planimetria attuale

Come già anticipato la planimetria storica e quella attuale coincidono solo se l’edificio in esame non ha mai subito delle modificazioni. In caso contrario le due piantine potrebbero essere estremamente differenti, considerando che spesso nel corso degli anni i fabbricati possono subire frazionamenti, ampliamenti, ristrutturazioni e così via.

Per tale ragione ad ogni modifica si deve depositare una nuova planimetria catastale che vada a sostituire la precedente. La planimetria attuale altro non è che l’ultima versione inserita nella banca dati telematica del catasto. Essa indica tutto ciò che contraddistingue lo stato di fatto dell’edifico, mettendo in luce le più recenti modifiche.
Al contrario la piantina storica presenta le condizioni iniziali dell’edificio così com’era oppure rappresentazioni grafiche intermedie prima delle ultime.

A cosa serve la planimetria d’impianto?

Una piantina d’impianto è di estrema importanza laddove sia necessario dimostrare la legittimità di preesistenza. Quando si devono effettuare dei lavori di ristrutturazione in un appartamento, negozio, ufficio o villa, è necessario che un Geometra compili la Comunicazione Inizio Lavori Asseverata. Affinché il Geometra non rischi di fare dichiarazioni false è necessario che l’edificio su cui devono essere eseguiti i lavori sia stato legittimamente autorizzato dal comune al momento della costruzione.

In assenza di questa legittimità si potrà procedere ai lavori esclusivamente richiedendo una sanatoria. Sanare però ha dei costi non indifferenti e prevede degli iter non sempre agevoli e veloci. La sanatoria in oltre non sempre è possibile farla ma questo è un altro discorso.

Per dimostrare la leggittimità dell’edificio attraverso la planimetria impianto si deve valutare se lo stesso è stato costruito prima o dopo il 1942. Questo è un anno cruciale per ciò che concerne la regolamentazione delle costruzioni. In questa data venne pubblicata la legge urbanistica che sanciva per la prima volta l’obbligo di sanzionare costruzioni abusive.

Qualora l’edificio in esame fosse stato costruito prima del 1942, il mezzo più semplice per ottenere la dimostrazione di legittimità sarebbe esibire la piantina storica del 1939-1941 ed il modello 1 e 5. Negli anni compresi tra il 1939 ed il 1941 venne eseguito un censimento di tutti gli immobili presenti, così da dimostrare la loro presenza prima del 1942 senza la necessità di presentare alcuna licenza edilizia per essere considerati legittimi. Questo sottolinea l’importanza della planimetria d’impianto, del modello 1 e del modello 5.

Per pura informazione, invece, per gli edifici costruiti dopo il 1942 è necessario richiedere il titolo abilitativo con allegato il progetto ed il timbro del comune.

FAQ – Risposte alle domande più frequanti

E’ possibile richiedere la planimetria d’impianto per un immobile non nella Provincia di Roma?

Da questo sito NO. Questo documento viene preso dall’archivio cartaceo del catasto e quindi non è prelevabile Online come la planimetria catastale attuale perchè non è stato rasterizzato. I servizi che richiedono la mia presenza sul posto posso farli solo in Roma e Provincia. Se dunque la tua unità immobiliare è ubicata in altra provincia dovrai recarti personalmente al catasto competente oppure rivolgerti ad un tecnico di quella zona.

Chi può richiedere la planimetria storica?

Le planimetrie riferite a stadi non attuali o di unità immobiliare soppressa possono essere rilasciate soltanto a chi godeva o gode di un diritto reale su di essa oppure da un suo delegato. Dopo aver compilato il modulo della richiesta verrà richiesta quindi la compilazione della delega e la copia documento d’identità del richiedente.

La Planimetria attuale non esiste posso fare la richiesta della planimetria d’impianto?

Spesso capita che la planimetria attuale non si trova oppure non è reperibile. In questi casi la prima cosa da fare appunto è cercare al catasto cartaceo se si riesce a trovare. Se il tuo immobile ricade nella Provincia die Roma puoi fare la richiesta. Se neanche al catasto si trova traccia di questa planimetria riceverai il rimborso ma verranno trattenuti 10 euro.